© 2017 by Minerva4Art srl. Proudly created by M. Carta

Minerva4Art srl - Viale Asia 3 - 00144 Roma

  • Bianco Instagram Icona
  • Bianco Facebook Icon

What's Hot!

Le ultime caldissime novità che riguardano Arte e Impresa!

La sezione più hot del sito, dove trovare gli aggiornamenti sulle notizie e gli avvenimenti attuali circa il mondo dell'arte, della cultura e dell'impresa. Nuove normative in materia di beni culturali, bandi e opportunità, news dal mondo museale e delle Fondazioni.

IMG20190829201544523_900_700.jpeg

Arti visive, teatro sperimentale, musica elettronica, danza e arti digitali sono i protagonisti della diciassettesima edizione di Transart, il festival multidisciplinare diretto da Peter Paul Kainrath che, dall’11 al 28 settembre, avrà luogo in insolite location delle Dolomiti e dell’Alto Adige, tra siti naturalistici e industriali. La manifestazione vanta la collaborazione con Mutek, noto festival canadese di arti digitali e musica elettronica, e una sinergia pubblico-privata che vede le imprese locali non soltanto contribuire finanziariamente allo svolgimento del festival, ma trasformarsi in vere e proprie ambientazioni di performance e installazioni. Tra queste, il 13 settembre il concerto-installazione ispirato alle musiche di John Cage e Julius Eastman presso Fondazione Dalle Nogare, museo privato scavato nella roccia; il 28 settembre lo spettacolo di circo contemporaneo “Humans”, degli australiani Circa, che avrà luogo tra le gru dell’azienda Niederstatter, in Val d’Isarco. Il Transart Digital Park, area dedicata alle arti digitali canadesi, sarà invece allestito presso l’Ex-Masten di Bolzano, che ospiterà anche la serata finale di Advanced Clubbing con gli artisti Surgeon, Rrose ed Edna King. Tra le anteprime più attese, “Hotel Paradiso” del musicista Benedict Mason (21 e 22 settembre), una partitura per paesaggio appositamente composta per l’anfiteatro naturale di Mittelsee nei pressi del Lago di Carezza, duramente colpito da un uragano nel 2018.

Location industriali per il Transart, Festival di cultura contemporanea e arti digitali

Fond-Pirelli-Totem-Icone-21233-630x420.j

Quanti associati convivono all’interno di Museimpresa?
Ottantaquattro sino ad ora, sparsi dal Piemonte alla Calabria. Ma contiamo di arrivare rapidamente a 100, un numero simbolico che rafforzerà ulteriormente l’immagine di questa associazione.

Oggetti, foto d’epoca, documenti… Che cosa è più importante conservare in musei come questi?
I documenti sono essenziali, perché i musei dei nostri associati sono fascinosi: basti pensare a quello Ferrari, o a quello Ducati, Piaggio, Pirelli, Lavazza o Kartell; facile immaginare quali bellissimi oggetti è possibile trovare al loro interno. Ma sono gli archivi storici dove si custodiscono brevetti, libretti di lavoro, fotografie d’epoca o bozzetti pubblicitari a rappresentare l’esatta memoria delle attività sviluppatesi in questo Paese. Negli archivi storici si trova la documentazione della straordinaria evoluzione di tante manifatture italiane dal secolo scorso ai nostri giorni.

Esistono fuori dal nostro Paese associazioni come Museimpresa?
Qualcosa del genere forse c’è, ma non un’associazione che raggiunga questi numeri. In Francia o in Germania contano le dimensioni delle grandi aziende, da noi la forza è rappresentata dalla diffusione sui territori di tante realtà più meno connesse che hanno espresso una qualità produttiva senza paragoni e che merita conservazione, valorizzazione e racconto.

Come si rapporta un’associazione fatta da tanti musei privati, fortemente relazionati alle singole realtà aziendali, con la società civile?  
Una delle principali fonti di interlocuzione è quella con il sistema educativo pubblico e privato. Tutti i musei intrattengono un rapporto forte con le scuole, nella convinzione che sia responsabilità delle imprese fare crescere nel Paese la consapevolezza dell’importanza dell’industria, non solo per lo sviluppo economico della nazione ma per la qualità della stessa convivenza civile.

Un modo per dare prestigio al marchio che li sostiene?
Non solo e non soprattutto. L’archivio storico di Fondazione Pirelli riceve ogni anno a Milano oltre 3mila visite di bambini e ragazzi. Ma anche il Museo della Liquirizia a Rossano Calabro è meta di pellegrinaggi senza sosta da parte di scolaresche provenienti da ogni parte della regione. Fare impresa oggi significa costruire intorno a sé luoghi inclusivi dinamici e innovativi in cui si premia il merito. Non c’è altro modo per tenere il passo con le evoluzioni dei mercati globali.

– Aldo Premoli        

L’intervista a Antonio Calabrò, nuovo Presidente di Museimpresa e altri incarichi di rilievo, per farci raccontare di un modello di sostegno virtuoso tra aziende private e musei.

Monica-Alletto-Operazione-Jenga-2019-©-A

Quello di Antonio Calabrò è nome pesante nel panorama del giornalismo italiano. Ha lavorato in tempi eroici a L’Ora di Palermo, è passato poi a Il Mondo, quindi a La Repubblica. È stato prima vicedirettore e poi direttore editoriale del gruppo Il Sole24Ore, ha diretto La Lettera finanziaria e quindi l’agenzia di stampa ApCom collegata con l’Associate Express. Ha scritto e continua a scrivere libri per lo più con indirizzo storico-economico; gli ultimi pubblicati sono L’impresa riformista e, poco prima delle recenti europee, Europa nonostante tutto, che raccoglie scritti anche di Martinelli, Ferrera, Marchetti e Padoa-Schioppa, entrambi emblematici del suo approccio alle questioni politiche del momento. Anche se il giornalismo non rappresenta più la sua occupazione principale, quando qualcosa lo disturba oltremisura trova il tempo di togliersi qualche sassolino dalla scarpa dal suo blog di Huffington Post. Sempre però nei toni signorili tipici del palermitano di rango. Dove trovi il tempo per fare anche questo non si capisce, visto che da più un decennio Calabrò ha assunto ruoli rilevanti e in numero crescente all’interno di una grande multinazionale italiana, la Pirelli, e di associazioni che si occupano di cultura d’impresa.

Dallo scorso 31 maggio è Presidente dei Museimpresa incarico che affianca a quello di Direttore della Fondazione Pirelli, alla vicepresidenza di Assolombarda e ancora alla vicepresidenza del Centro per la Cultura d’impresa. Museimpresa nasce nel 2001 per iniziativa di Carlo Camerana e poi di Michele Perini, un piccolo e sofisticato imprenditore con la passione per il design, presidente di Assolombarda dal 2000 al 2005. L’iniziativa è poi stata sostenuta anche da Confindustria. Museipresa è un aggregatore che ha il compito di valorizzare il patrimonio di oggetti, immagini e documenti raccolte in spazi strutturalmente legati alle singole imprese italiane. “Per costruire il racconto della qualità espressa dalla manifattura del nostro Paese, la stessa che emersa nel secolo ci permette – nonostante tutto – di rimanere, solo dopo la Germania, al secondo posto in Europa. Memoria e innovazione camminano sempre insieme”, spiega Calabrò. Lo abbiamo intervistato.

Quanti associati convivono all’interno di Museimpresa?
Ottantaquattro sino ad ora, sparsi dal Piemonte alla Calabria. Ma contiamo di arrivare rapidamente a 100, un numero simbolico che rafforzerà ulteriormente l’immagine di questa associazione.

Oggetti, foto d’epoca, documenti…

Che cosa è più importante conservare in musei come questi?
I documenti sono essenziali, perché i musei dei nostri associati sono fascinosi: basti pensare a quello Ferrari, o a quello Ducati, Piaggio, Pirelli, Lavazza o Kartell; facile immaginare quali bellissimi oggetti è possibile trovare al loro interno. Ma sono gli archivi storici dove si custodiscono brevetti, libretti di lavoro, fotografie d’epoca o bozzetti pubblicitari a rappresentare l’esatta memoria delle attività sviluppatesi in questo Paese. Negli archivi storici si trova la documentazione della straordinaria evoluzione di tante manifatture italiane dal secolo scorso ai nostri giorni.

Esistono fuori dal nostro Paese associazioni come Museimpresa?
Qualcosa del genere forse c’è, ma non un’associazione che raggiunga questi numeri. In Francia o in Germania contano le dimensioni delle grandi aziende, da noi la forza è rappresentata dalla diffusione sui territori di tante realtà più meno connesse che hanno espresso una qualità produttiva senza paragoni e che merita conservazione, valorizzazione e racconto.

Come si rapporta un’associazione fatta da tanti musei privati, fortemente relazionati alle singole realtà aziendali, con la società civile?  
Una delle principali fonti di interlocuzione è quella con il sistema educativo pubblico e privato. Tutti i musei intrattengono un rapporto forte con le scuole, nella convinzione che sia responsabilità delle imprese fare crescere nel Paese la consapevolezza dell’importanza dell’industria, non solo per lo sviluppo economico della nazione ma per la qualità della stessa convivenza civile.

Un modo per dare prestigio al marchio che li sostiene?
Non solo e non soprattutto. L’archivio storico di Fondazione Pirelli riceve ogni anno a Milano oltre 3mila visite di bambini e ragazzi. Ma anche il Museo della Liquirizia a Rossano Calabro è meta di pellegrinaggi senza sosta da parte di scolaresche provenienti da ogni parte della regione. Fare impresa oggi significa costruire intorno a sé luoghi inclusivi dinamici e innovativi in cui si premia il merito. Non c’è altro modo per tenere il passo con le evoluzioni dei mercati globali.

– Aldo Premoli        

Il principio di precauzione è uno strumento utile nel campo delle imprese culturali? Fra prudenza e rischi, una riflessione su scenari e conseguenze.

Scenaristi di ritorno (dalla classicità). L’editoriale di Irene Sanesi
teatro.jpg

Al via il bando di sostegno a giovani artisti italiani all'estero.  Sostenere il lavoro di giovani artisti italiani, favorendone lo scambio con realtà culturali di tutto il mondo,  attraverso borse di studio mirate è ancora l'obiettivo di Movin'Up, il programma di mobilità artistica giovanile a livello internazionale che giunge quest'anno alla ventesima edizione. Creato nel 1999 dal GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani - in collaborazione dal 2003 con il Mibac, ha favorito fin dalla sua prima edizione la partecipazione di giovani creativi (con età tra i 18 e i 35 anni) a esperienze di formazione, produzione, circuitazione e residenza presso istituzioni estere  capaci di offrire reali opportunità di crescita artistica  e professionale. Il programma ha permesso di sostenere fino ad oggi 794 progetti per un totale di oltre 1300 artisti nelle diverse discipline delle arti visive, architettura, design, grafica, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, scrittura.

Diverse le novità per celebrare il ventennale, tra cui un budget maggiore e due nuovi premi per provenienza (Emilia Romagna) e destinazione (Asia, Mediterraneo e Nord Africa).

MIBAC e GAI

20 anni di Movin'Up
Schermata 2018-11-28 alle 15.21.49.png

"Non c’è mai stato un investimento maggiore per la sicurezza nella storia di questo ministero. Abbiamo stanziato 109 milioni per la sicurezza di visitatori, dipendenti e siti culturali con uno sforzo senza precedenti che interesserà 314 siti”. Lo ha detto il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli in visita ad Arezzo, all’Archivio di Stato dove il 20 settembre scorso hanno perso la vita due dipendenti del ministero, Piero Bruni e Filippo Bagni. Si tratta della più ampia programmazione di interventi nel settore della sicurezza anticendio, compresa la formazione, mai realizzata dal MIBAC. La sicurezza, bene pubblico per eccellenza, è una priorità del Governo anche in materia di beni culturali e quindi di tutela del patrimonio, tra cui chiese e monumenti d'Italia. Continueremo a impegnarci in questa direzione: intendiamo migliorare la nostra capacità di monitoraggio e controllo e di reazione nei casi di emergenza, senza trascurare utili opportunità riconducibili a negoziati europei attualmente in corso in settori di avanguardia. Di ciò ho avuto modo di parlare anche ieri a Firenze – conclude Bonisoli - con il Commissario Europeo alla cultura Navracsics".

06 novembre 2018

Mibac: stanziati 109 milioni per la sicurezza
Schermata 2018-07-26 alle 12.32.47.png

In arrivo una nuova opportunità per giovani artisti. La Fondazione Il Lazzaretto, nata nel 2014 come Associazione culturale e trasformatasi nel 2017 in Fondazione, lancia la prima edizione del premio LYDIA! rivolto a giovani artisti under 30 con l'obiettivo di favorire la crescita personale e umana sul tema del femminile ed esplorare i confini dei paradossi di genere. Un dibattito quanto mai attuale e per cui spesso si è ancora molto indietro rispetto alla percezione della parità di genere. Non ci sono limiti ne preclusioni stilistiche sull'opera da presentare, purchè non superi - per motivi puramente conservativi - i 2 metri cubi di ingombro materiale.

Un'occasione per i giovani artisti, un'occasione per riflettere su cosa ruolo abbia il concetto del femminile nella società contemporanea.

Clicca sul link per scaricare il bando.

26 luglio 2018

LYDIA! Premio all'arte.

Il MAXXI promuove una open call con l’obiettivo di offrire a giovani curatori e artisti under 35, residenti in Italia, l’occasione di produrre ed esporre i loro progetti inediti in un contesto unico: le opere, di carattere site-specific o performativo, permanente o temporaneo, dovranno essere incentrate sulla riqualificazione e valorizzazione di Villa Farinacci, situata nell’area del Parco Petroselli in viale Rousseau.

Il progetto sarà realizzato in occasione di Move The Museum! When Water Touches the Ground, Festival delle arti visive, performative e multimediali della durata di nove giorni dal 22 settembre al 30 settembre 2018 per contribuire alla valorizzazione di Villa Farinacci, un luogo simbolico per gli abitanti del IV Municipio di Roma, dove i cittadini diverranno membri attivi di una collettività in ascolto e in trasformazione.

MAXXI - 05/26 luglio 2018

Open Call per giovani curatori
Palazzo-Bonaparte_Esterno_2.jpg

Ne avevamo già parlato in occasione di Ca’ Corniani – Terra d’avanguardia, il progetto di riqualificazione agricola e culturale presso Caorle. Ma ora, il programma Valore e Cultura condotto da Generali si fa ulteriormente solido e, oltre a portare avanti la sua azione a sostegno del patrimonio diffuso su tutto il territorio italiano, inaugura un polo in centro città dedicato a esposizioni e eventi. In partnership con Arthemisia, azienda leader nella produzione di mostre a livello internazionale, apre la sede nello storico Palazzo Bonaparte a Roma, restaurato per l’occasione nell’arco degli ultimi due anni. Il 9 luglio avverrà un’apertura straordinaria grazie alla quale il palazzo sarà visitabile gratuitamente. La sua attività, invece, inizierà il 6 ottobre, con una mostra, in chiave pressoché inedita, dedicata agli Impressionisti. Arthemisia in questo modo ritrova una sua grande sede ‘di rappresentanza’ espositiva nel cuore della città di Roma dopo aver perso l’utilizzo degli spazi – non lontani – del Vittoriano che gestiva all’insegna sempre delle grandi mostre blockbuster da tre anni.

PALAZZO BONAPARTE A ROMA

Questo gioiello dell’architettura barocca è stato ultimato nel 1677 su progetto dell’architetto Giovanni Antonio De Rossi. Con i suoi circa 3 mila metri quadrati di mosaici, affreschi e stucchi, è stata la dimora di numerose famiglie romane di alto rango che si sono avvicendate nei secoli. Tra i personaggi più celebri visse qui, fino alla morte, anche Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, che in vecchiaia, soleva sedersi al balcone con affaccio sull’angolo tra Piazza Venezia e via del Corso per osservare la vita della Roma ottocentesca scorrere quotidianamente. Il palazzo, inoltre, prima di essere della compagnia Generali -il passaggio all’Assitalia, poi assorbita da generali, è avvenuto nel 1972 – apparteneva al marchese Flavio Misciattelli, anche proprietario del Pastificio Cerere, che negli anni ’70 iniziava ad essere una delle mete predilette dagli artisti. Lo stesso Pastificio che il nipote omonimo del marchese ha trasformato qualche anno fa in fondazione culturale.

I RESTAURI DI PALAZZO BONAPARTE

L’importante restauro avvenuto nel 2017, gestito da Generali Real Estate SGR, è durato dodici mesi e ha riguardato la totalità degli spazi esterni e interni dell’edificio, concentrandosi sui tre piani superiori per il pieno recupero di controsoffitti a cassettoni, elementi architettonici e decorativi. Parallelamente, è stata effettuata la messa a norma i tutti gli spazi, in previsione di renderlo uno spazio aperto al pubblico. “Fare azienda in modo moderno vuol dire affiancare l’impegno verso i nostri 10 milioni di clienti con un impegno concreto verso le comunità”, ha spiegato  Marco Sesana, Country Manager & CEO of Generali Italia and Global Business Lines, “questo per noi è essere Partner di Vita delle persone e in questa nostra ambizione si colloca l’apertura e la valorizzazione dei nostri asset come Palazzo Bonaparte: un bene che, grazie anche alla collaborazione di un operatore importante come Arthemisia, diventa un polo di sviluppo per la comunità”.

GLI IMPRESSIONISTI COME MOSTRA D’APERTURA

Non abbiamo ancora una programmazione completa ma, a giudicare dalla mostra di debutto, l’offerta sarà a dir poco ambiziosa nonostante gli spazi non certo facili dell’edificio nato non di certo per ospitare esposizioni d’arte visitate da centinaia di migliaia di persone. Si comincia con Impressionisti segreti, la mostra attesa per il 6 ottobre 2019 che aprirà la stagione espositiva di Palazzo Bonaparte. Il titolo fa riferimento ai numerosi prestiti provenienti da collezioni private con cui sono state ottenute le opere, finora esposte in poche occasioni al pubblico. Tra gli autori vi sono i maggiori esponenti del movimento, come Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin e Signac. “Palazzo Bonaparte rappresenta un nuovo passo lungo il percorso tracciato da Generali Valore Cultura in questi ultimi anni”, ha dichiarato Lucia Sciacca, Direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia, “un progetto che nasce proprio con l’idea di rendere vivo il patrimonio artistico e culturale con iniziative di partecipazione e accessibilità offrendo esperienze innovative, coinvolgenti per le persone e rilevanti per l’intera comunità”.

-Giulia Ronchi

GENERALI VALORE CULTURA
Palazzo Bonaparte
Via del Corso, 295B
00186 Roma RM
www.generali.it

DAL 2016, IL PROGRAMMA VALORE CULTURA DI GENERALI HA SOSTENUTO IL PATRIMONIO STORICO E CULTURALE IN OGNI PARTE DI ITALIA. OGGI TROVA UNA DIMORA FISSA ED È LO STORICO PALAZZO BONAPARTE DI ROMA.

bfa0qaQk.jpeg

Design e arte contemporanea uniti all’insegn dell’ eccellenza d’impresa. All’Eur, il quartiere razionalista di Roma, progettato negli anni Trenta, si continua a ragionare sulle architetture contemporanee.

E in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Enterprise, l’azienda specializzata in soluzioni tecnologiche per banche, è stata pensata una mostra di arte contemporanea, dal titolo Materiale immateriale, in cui gli artisti sono stati coinvolti per interpretare sia la mission aziendale, sia il progetto architettonico d’avanguardia di recente costruzione.

L’idea curatoriale e un lavoro di collaborazione con gli artisti hanno sviluppato un’esposizione che traccia un percorso tematico volto all’esplorazione e alla comprensione dell’idea architettonica dello spazio. Le opere sono state scelte per suggerire e richiamare le attività che si svolgono all’interno di Enterprise: la gestione di dati immateriali che hanno un’importantissima funzione sociale oltre che finanziaria; la costruzione e il perfezionamento di un sistema di valori che è oggi il veicolo con cui società, paesi e organizzazioni mondiali si muovono e interagiscono; il traffico di dati sensibili ma ”invisibili”, che si trasforma in movimenti e accadimenti concreti e tangibili.

Questi i concept su cui è stata costruita la mostra. Le opere quindi si concentrano su una realtà invisibile che si fa immagine, interpretazione del mondo; dislocati all’interno dell’edificio questi lavori parlano dell’astrazione visiva o creativa che evidenzia il paesaggio naturale (Federica Di Carlo, Maria Angeles Vila Tortosa, Elvio Chiricozzi), dell’oggettualità chimica che svela l’apparenza di colore e luce (Josè Angelino, Antonello Viola), dell’impermanenza che sottolinea l’essenza (Guendalina Salini).

Alcuni artisti si sono soffermati sul contrasto peso/leggerezza del flusso d’informazioni proponendo opere che estremizzano questa coppia di opposti, creando dei paradossi visivi (Davide Dormino, Francesco Bocchini); altri hanno lavorato sul concetto di astrazione e quindi fluidità del dato oggettivo, sia esso fisico o di senso (Delphine Valli, Izumi Chiaraluce, Diego Miguel Mirabella).

La nuova sede romana di Enterprise, all'Eur, sfida undici artisti sui concept aziendali. E dal materiale immateriale nasce una mostra d'arte contemporanea

IMG20190610093610687_900_700.jpeg

Giovanardi Spa compie 100 anni. La storica impresa lombarda con sede a Concorezzo (MB), oggi specializzata nella produzione di espositori e packaging, nasceva infatti a Milano nel lontano 1919 come azienda artigianale di timbri, placche e inchiostri, impegnandosi poi nella fabbricazione di targhe in ferro smaltato. Successivamente, tra gli anni Trenta e Settanta opera nel mondo della quadranteria per radio, bilance, televisori, elettrodomestici, macchine da scrivere, automobili e negli anni Ottanta diversifica la produzione con materiali per il retail (espositori, cartelli vetrina e oggetti promozionali).
Un compleanno speciale da festeggiare con un innovativo progetto che trasforma l’azienda in residenza d’artista. 10 x 100 fabbrica d’arte contemporanea, curato da Martina Cavallarin e Marco Tagliafierro con il coordinamento scientifico di Giovanna Felluga, è stato presentato lo scorso 28 maggio a Milano presso la sede di Assolombarda da Massimo Giovanardi, presidente dell’azienda, e dai curatori, alla presenza di Antonio Calabrò, direttore di Fondazione Pirelli e vicepresidente di Assolombarda.

Il progetto prevede 10 artisti in residenza all’interno degli spazi aziendali fino al 31 luglio e a seguire, dal 1° ottobre al 30 novembre, una mostra in azienda con l’esposizione delle 10 opere realizzate. Sono Alessandro Agudio, Marie Denis, Marotta & Russo, Jacopo Mazzetti, Daniele Milvio, Gianni Moretti, Riccardo Paratore, Riccardo Previdi, Michele Spanghero e Patrick Tuttofuoco gli artisti mid-career che realizzeranno le opere in dialogo con l’azienda e i suoi dipendenti, interpretando il know-how, le tecniche e i prodotti di Giovanardi SpA. Gli artisti lavoreranno a stretto contatto con il personale, attraverso team dedicati per ciascuna opera e sessioni di condivisione e approfondimento, potendo così beneficiare delle competenze e delle risorse aziendali.

-Maria Elena Santagati

Fino al 31 luglio 10 artisti in residenza all’interno dell’azienda per celebrare i 100 anni di attività, con il coinvolgimento del personale. Dal 1° ottobre al 30 novembre la mostra di restituzione.

10x100 fabbrica d’arte contemporanea.
Il progetto di Giovanardi SpA per il suo centenario
salone-della-cultura-milano-libri-ricono

Al via da sabato 19 gennaio alla III edizione del Salone della Cultura ospitato a Milano nella consueta location di design del Superstudio Più.

Spinto dall'amore verso la "cultura" nel senso più ampio, il Salone della Cultura nasce dal proposito di portare il mondo del libro, con tutte le sue sfaccettature, al grande pubblico, permettendo sia ai lettori sia ai collezionisti di apprezzare le novità editoriali presentate, di trovare libri esauriti o rari e di scoprire in questo modo veri e propri tesori di carta.

Molteplici le attività in programma nelle due giornate: da laboratori dove imparare a costruire e modellare con le proprie mani, alle mostre d'arte,  fotografiche, alle installazioni.

19 - 20 gennaio 2019

Salone della Cultura
Italian_Council2017_2.jpg

Annunciati dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, i dieci progetti vincitori per la quarta edizione di Italian Council, il programma a sostegno dell'arte contemporanea italiana promosso da DGAAP.

I progetti vincitori, presentano l'attività di artisti provenienti da tutta Italia e prevedono la realizzazione di opere che ideati in relazione ai luoghi ospitanti o ispirate da riflessioni sui cambiamenti sociali e culturali del tempo, spaziano dalla fotografia alla scultura fino a installazioni e video-arte.

Tra le candidature arrivate da tutto il mondo sono state selezionate le proposte degli artisti Elena Bellantoni, Francesco Bertelé, Ra di Martino, Sara Enrico, Sonia Leimer, Maurizio Nannucci, Cesare Pietroiusti, Mario Rizzi, Marinella Senatore, Luca Vitone.

05 novembre 2018

Italian Cuncil. I risultati della IV edizione.

La Galleria degli Uffizi di Firenze amplia la propria collezione. Il museo ha infatti acquistato un capolavoro di Daniele da Volterra (vero nome Daniele Ricciarelli, Volterra, 1509 - Roma, 1566), l’Elia nel deserto, realizzato attorno al 1543. Si tratta di un’opera che presenta una rara iconografia tratta dal Libro dei Re (capitolo 19), dove si dice che il profeta Elia, durante la propria meditazione nel deserto, riceveva gli alimenti di cui si nutriva da un angelo che si era preso cura di lui. Il dipinto apparteneva alla raccolta della famiglia Pannocchieschi d’Elci di Siena, e assieme a un altro dipinto di Daniele da Volterra della stessa collezione, la Madonna col Bambino, san Giovannino e santa Barbara di poco posteriore, era stato esposto lo scorso anno alla mostra Daniele da Volterra. I dipinti d’Elci, tenutasi alla Galleria Nazionale di Palazzo Corsini a Roma. Il dipinto verrà destinato alle sale del Cinquecento e arricchirà la raccolta degli Uffizi in maniera significativa. “Con la nuova sala di Michelangelo da poco inaugurata”, ha dichiarato il direttore Erike Schmidt, “il tempismo dell’acquisto del capolavoro di Daniele da Volterra non potrebbe essere migliore. Infatti, nei nuovi spazi dedicati alla pittura del Cinquecento, che in questo momento stiamo preparando, l’Elia nel deserto avrà un posto d’onore accanto alla Strage degli Innocenti (1557) già ab antiquo nelle collezioni medicee. 

19 luglio 2018

Un nuovo Daniele da Volterra per gli Uffizi

Il neo Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, è intervenuto martedì 10 luglio alle ore 12:00, presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio, all’audizione delle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sulle linee programmatiche del dicastero.

L’audizione è stata trasmessa in diretta sul canale web TV della Camera dei Deputati e replicato sui canali MiBAC.

MIBAC

Il Ministro Bonisoli: le linee programmatiche del dicastero